In un ospedale di Glasgow è in corso la diagnosi di un paziente sospettato di essere infettato dal virus Ebola. Il malato è stato ricoverato nella struttura ieri mattina e sono in corso gli esami che dovrebbero confermare o escludere in modo definitivo la presenza del pericoloso virus, hanno riferito i media.
Già una settimana fa, in Francia, un medico rientrato da una missione umanitaria in Congo aveva ottenuto un risultato positivo al test per Ebola. Si tratta del primo caso in Francia durante l’attuale ondata di contagi. Le autorità stanno conducendo un’indagine epidemiologica, ha comunicato la settimana scorsa il ministero della Salute francese. ì
Nello stesso giorno, un medico americano è stato ricoverato in una clinica specializzata a Praga. Finora, però, in Europa non è stata registrata alcuna trasmissione locale del virus Ebola.
Se il paziente di Glasgow attualmente sotto esame risultasse effettivamente infetto, sarebbe il primo caso di Ebola nel Regno Unito da quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato, a maggio, l’epidemia nella Repubblica Democratica del Congo come emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale.
I media citano anche la portavoce dell’agenzia di sanità pubblica scozzese, Public Health Scotland, che ha dichiarato che al momento in Scozia non ci sono casi confermati di Ebola. Le autorità ospedaliere e i servizi sanitari sono in stretto contatto con istituzioni nazionali e internazionali per garantire la sicurezza sia del paziente sia del personale medico.
Public Health Scotland collabora con l’agenzia britannica UKHSA per analizzare le possibili modalità con cui viaggiatori provenienti da aree colpite dall’epidemia possano arrivare nel Regno Unito. Le autorità sanitarie assicurano che il rischio legato ai viaggiatori provenienti dalle zone interessate è basso e che il sistema sanitario britannico dispone di procedure efficaci per l’individuazione e la gestione di questi casi.
La Polonia in stato di allerta
Le autorità sanitarie polacche rassicurano sulla situazione a Varsavia, ma ci tengono a chiarire come il virus non possa essere preso sotto gamba.
“Siamo in stato di allerta. Abbiamo reparti e posti letto ospedalieri già designati in cui potrebbe essere ricoverato un eventuale paziente”, ha dichiarato a TVN24 il capo ispettore sanitario Paweł Grzesiowski. A suo avviso il rischio di diffusione della malattia verso altri continenti è oggi molto basso, ma i servizi devono essere preparati a casi individuati dopo l’arrivo da aree colpite dall’epidemia.
Il capo ispettore sanitario ha inoltre spiegato che attualmente si sta diffondendo un raro sottotipo del virus Ebola, il Bundibugyo – dal nome della regione in cui è stato identificato per la prima volta – che finora ha causato solo tre focolai epidemici. “Lo conosciamo da meno di vent’anni e ha provocato focolai epidemici solo tre volte”, ha sottolineato il dottor Grzesiowski.
L’epidemia in Africa orientale
Le autorità della Repubblica Democratica del Congo hanno comunicato lunedì sera (29 giugno) che, dall’inizio dell’attuale ondata di contagi, sono stati registrati complessivamente 1.307 casi di Ebola. Il governo di Kinshasa, citato da PAP e Reuters, ha inoltre riferito 377 decessi. Nella vicina Uganda sono stati registrati diversi casi, inclusi decessi.
Poco meno di un mese fa, l’OMS aveva segnalato 321 casi confermati e 116 casi probabili di infezione da ceppo Bundibugyo in Congo. All’epoca si contavano anche 41 vittime e sei pazienti guariti.
L’attuale epidemia, la diciassettesima dalla scoperta del virus nel 1976, è stata ufficialmente dichiarata il 15 maggio, poco dopo la fine della precedente ondata alla fine del 2025.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da Focus Europe Poland disponibile qui.

